Zero Balancing® : Articolazioni e forze tensive
Articolo di Giorgio Capra


Teoricamente le forze sono trasmesse attraverso le articolazioni in 3 modalità :
1)direttamente da osso a osso, includendo ogni cartilagine che potrebbe trovarsi nel percorso.
2)Attraverso i legamenti che supportano l’articolazione e ne limitano i movimenti.
3)Attraverso il tessuto molle, muscoli, legamenti, fasce, pelle, che circondano l’articolazione.

Le forze che viaggiano attraverso la struttura scheletrica sono più facilmente valutabili attraverso certe articolazioni. Mentre una parte della forza salta il divario da un osso all’altro,viaggiando attraverso il fluido articolare, molta di essa viaggia attraverso i legamenti e/o i tendini che si diramano dall’articolazione.Qualunque sia il percorso, la forza si deve disperdere e conseguentemente essere meno organizzata per viaggiare da un osso all’altro. Questo spazio più caotico o disordinato offre una corrispondente opportunità per la differenza nella configurazione delle forze nel passaggio da un’articolazione all’altra.

Ci sono articolazione chiave per lo ZB, la cui primaria funzione consiste nella trasmissione di forze più che nel movimento. Articolazioni con movimento libero, come il gomito, esistono chiaramente per muovere una parte del corpo in relazione ad un’altra; queste articolazioni normalmente non vengono focalizzate nel lavoro. Lo ZB si concentra su una serie di articolazioni chiamate articolazioni Fondamentali e Semi-Fondamentali che vengono definite dalle loro stesse caratteristiche. Queste articolazioni possiedono un minimo o nessuna muscolatura intrinseca, hanno una escursione minima di movimento,e funzionano più per la trasmissione ed il bilanciamento delle forze meccaniche ed energetiche piuttosto che per il movimento e le componenti locomotorie del sistema muscolo-scheletrico.

Queste caratteristiche fanno di queste articolazioni dei punti focali, adatti a influenzare il flusso energetico. Non possedendo muscolatura intrinseca e non si può esercitare un controllo cosciente sulle funzioni di queste articolazioni. Esse sono influenzate da forze esterne o eventi ma non hanno nessun modo per liberarsi dalle tensioni nella loro già limitata escursione di movimento.

Il corpo deve adattarsi intorno agli strain a volte diffondendo la tensione come compromesso. Comunque proprio perché non ci sono muscoli per assorbire o per rispondere alle pressioni, creando una leggera tensione in queste articolazioni( fulcro), si può “mandare” un forte segnale bioelettrico/strutturale attraverso il corpo.

Molte di queste articolazioni sono troppo profonde nel corpo per essere toccate direttamente, così i fulcri sono applicati in modo che influenzino indirettamente l’articolazione. I fulcri applicati in punti chiave lungo il corpo della costola, per esempio, possono influenzare il funzionamento delle tre articolazioni (semi-fondamentali) costovertebrali nel punto in cui la testa della costola si articola alla vertebra. Proprio perché la funzione delle articolazioni fondamentali e semi-fomdamentali è quella di trasmettere le forze, lavorando individualmente con queste articolazioni si possono ottenere risultati locali e diffusi allo stesso tempo.

Si può’ affermare che al limite della escursione del nostro movimento volontario ci troviamo al limite del nostro sé cosciente e quindi dove più esistono possibilità di crescita personale. Le articolazioni Fondamentali e Semi-Fondamentali non possiedono una escursione volontaria di movimento. Ne consegue che lavorando su quest’ultime i clienti ricevono nuove informazioni riguardo a loro stessi. Anche se queste articolazioni sono al di fuori del controllo cosciente della persona, la loro condizione contribuisce non poco alla salute del soggetto. Sia lo stato fisico, che psicologico, e volendo Spirituale, beneficiano di una seduta di Zero Balancing, che offre un potenziale per il cambiamento in un modo che non era stato considerato possibile dall’individuo.

Dr. Fritz Smith : “Se sei in grado di mantenere qualcosa in un punto di equilibrio senza giudizio né paragoni con altro, ma solamente mantenendolo nel suo proprio spazio, cambierà naturalmente nel modo più benefico possibile”.

 

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